Valeria Ferrara
Ciao! Sono Valeria,laureata in Chimica e attualmente lavoro come chimico dei materiali in ambito biomedico.
Quando ero piccola la parola che ripetevo più spesso era “perché?” – in famiglia mi raccontano che alla fine non sapevano più come rispondermi. Posso dire che questa curiosità, questa volontà di capire a fondo la realtà che mi circonda, è una caratteristica che non mi ha mai abbandonata.
Eppure il mio percorso di studio della scienza non è cominciato presto, anzi.
Inizialmente solo nei libri e nella letteratura riuscivo a trovare le risposte a tutte le mie domande. Ero convinta che solo lo studio della storia, della filosofia e delle vicende dell’antichità potessero veramente spiegare perché il mondo è così come lo vediamo oggi. Fu proprio per questo che mi iscrissi al Liceo Classico. Inaspettatamente, proprio il primo anno di ginnasio iniziammo il programma di scienze con la teoria atomica e con lo studio degli elementi della tavola periodica. “Gli elementi sono come le lettere dell’alfabeto: combinandoli insieme e cambiando il loro ordine si possono costruire parole e addirittura discorsi. Le parole qui sono molecole e i discorsi sono le strutture complesse”: così recitava Atkins, l’autore del libro di testo di chimica. Per tanti il ricordo delle lezioni di chimica del liceo è solo un incubo da dimenticare, ma nel mio caso fu una vera e propria scoperta vedere come una scienza apparentemente tanto difficile mirasse in realtà a scomporre la materia nelle sue componenti più semplici per capire sempre più a fondo il loro meccanismo.
Nonostante la passione per i classici e l’arte sia rimasta parte della mia vita – a cui mi dedico ancora oggi nel tempo libero – decisi di iscrivermi a Chimica all’università.
L’impatto iniziale fu drammatico: le mie scarse conoscenze di matematica e fisica, i colleghi di corso che apparentemente capivano tutto a lezione e i professori che saltavano la spiegazione di alcuni argomenti perché “erano troppo semplici, anzi scontati” sono solo alcune delle difficoltà che mi portarono a pensare spesso di “non essere adatta a studiare materie scientifiche”.
Più di una volta, soprattutto nel primo anno, pensai di andarmene e cambiare facoltà, perché resistere era estremamente faticoso. Nei momenti più difficili, leggevo libri di divulgazione e guardavo video su YouTube per ritrovare un po’ di quella passione e motivazione che mi avevano spinta fino a lì.
Oggi, 6 anni dopo quel fatidico primo giorno di università, sono fiera di me stessa per non aver abbandonato, per aver trovato la forza di ricominciare con umiltà dopo ogni fallimento, dopo ogni esame non passato. Nel 2022 sono partita per Groningen, nei Paesi Bassi, dove ho trascorso 9 mesi per lavorare al mio progetto di tesi grazie al progetto Erasmus. Lì ho potuto vedere e vivere in prima persona un modo diverso di fare scienza. Il lavoro di gruppo, il rispetto reciproco e la solidarietà erano valori portanti del gruppo di ricerca dove lavoravo. Erano finalmente assenti quella competitività, quelle “risatine”, quell’arroganza che spesso mi avevano fatta sentire sminuita nel contesto universitario italiano.
Infine, sempre in Olanda, ho imparato che investire tempo nella comunicazione chiara ed efficace della scienza è essenziale per avvicinare il pubblico alla comprensione degli eventi e ad un uso consapevole del proprio senso critico.
Ecco perché, una volta rientrata in Italia, ho deciso di collaborare con Generazione STEM come content creator e divulgatrice scientifica. I miei contenuti spaziano dal mondo del cinema all’arte, dai recenti trend alle notizie sui quotidiani, tutto raccontato da un punto di vista principalmente chimico. Con i miei contenuti spero di allontanare lo scetticismo verso la chimica e di trasmettere almeno un po’ della passione e della curiosità che questa materia merita.