Stem Stories

Mariasole Maglione

Mariasole Maglione

Le stelle mi guidano là dove ci sono i miei sogni da bambina!

Mi chiamo Mariasole, sono nata in una notte stellata del 1997, e da allora ho sempre amato il cielo e i suoi segreti. Dopo la laurea triennale in Fisica e la magistrale in Astrofisica, ora sono una divulgatrice scientifica: lavoro come Head of Astro Content per Astrospace.it, magazine online con l’obbiettivo di narrare e approfondire lo spazio a 360° pubblicato dalla società Astrospace s.r.l., e sono socia responsabile del Gruppo Astrofili Vicentini. Sono anche autrice di diversi romanzi, viaggio più che posso e ho mille passioni diverse. 

Mi piace pensare che il mio percorso in ambito STEM sia iniziato molto tempo fa, quando a 4 anni durante le notti estive in montagna uscivo sul terrazzo a osservare il cielo e nelle sere d’inverno sbirciavo fuori dalla finestra per cercare la mia costellazione preferita, Orione. Giocavo a distinguere stelle e pianeti dai satelliti geostazionari, pretendevo di sapere la natura di ogni punto luminoso fisso nel firmamento e leggevo molti libri sulle stelle e le loro storie. Nessuno tra i miei parenti e amici aveva la mia stessa passione, perciò è rimasta latente nel mio cuore almeno fino alla fine delle elementari, quando ho iniziato a leggere la saga del Mondo Emerso di Licia Troisi e ho scoperto che lei era una scrittrice ma anche un’astrofisica. Così è nato in me il sogno di diventare lo stesso: avrei potuto alimentare entrambe le mie passioni, quella per la scrittura e quella per lo spazio.

Ecco quindi che, nonostante la mia bravura anche nelle materie umanistiche e il mio amore per l’arte e la letteratura, ho scelto un liceo scientifico, al termine del quale mi si è aperto un grandissimo bivio: editoria e giornalismo, o astrofisica? A darmi la risposta definitiva, dopo aver pubblicato i miei primi libri in self e con casa editrice e dopo mesi di ricerche sui siti universitari, è stata una settimana di vacanza nella Maremma toscana, in cui le notti prive di illuminazione artificiale erano trapuntate di stelle e mi hanno regalato una bellissima vista sulla Via Lattea. E’ stato allora che ho capito che senza saperne di più, su quel cosmo vastissimo che si apriva sopra la mia testa, non potevo proprio stare. Così, vicinissima alla chiusura delle iscrizioni, sono diventata una nuova matricola della laurea triennale in Fisica all’Università di Padova.

La facoltà di Fisica l’ho amata almeno tanto quanto l’ho odiata. Amata perché mi sono innamorata della fisica come di pochissime altre cose: imparare a comprendere i meccanismi oltre la materialità del reale, le leggi che governano l’Universo, le grandi teorie concepite dai grandi scienziati, e i linguaggi matematici per poterle spiegare, per me è stato come dare un senso alla mia esistenza. Ho trascorso giorni, settimane, mesi china sui libri a ripetere dimostrazioni, a tentare di rigirare in modo diverso concetti troppo complessi. Tuttavia, mi sono scontrata con una dura realtà: ero molto più brava a risolvere problemi complessi e inseguire teorie astruse, ad analizzare dati in laboratorio e ripetere esperimenti, piuttosto che risolvere esercizi e imparare dimostrazioni. Questa mia inclinazione, molto ibrida tra il fisico teorico e lo sperimentale, e il fatto che facevo circa 3 lavori diversi per pagarmi gli studi, mi hanno portata a perdere un anno, poi un’altro pezzo, e a laurearmi quasi per sfinimento con un voto che non mi piaceva durante la pandemia di Covid-19, nell’aprile 2020. A complicare ulteriormente le cose, in quegli anni, ci sono stati il disturbo d’ansia generalizzata e il disturbo da attacchi di panico, di cui soffro dall’età di 16 anni e che purtroppo, nell’ambiente universitario si sono enfatizzati come non mai. 

Tuttavia, mi sono tirata su le maniche, e sono arrivata alla fine del mio percorso. Nel frattempo, ne ho cominciato un altro: la magistrale in Astrophysics & Cosmology, sempre a Padova. Nonostante, infatti, mi fossi innamorata della fisica, in particolare della fisica nucleare e della fisica delle interazioni fondamentali, ho deciso di coronare il mio sogno di bambina che amava le stelle e di cimentarmi in un corso di laurea praticamente nuovo, immersa nel bellissimo contesto della Specola di Padova, a dispetto dei disagi dovuti al covid e degli attacchi di panico frequenti. Qui, costruendomi interamente il percorso con esami a scelta il più variegati possibili, ho toccato con mano la bellezza della storia delle stelle, della cosmologia, delle tecniche spettroscopiche e interferometriche, della relatività. Qui ho capito che nella vita volevo raccontare la bellezza del nostro Universo, divulgare la complessità della scienza, e ho trovato Astrospace, realtà che non ho più lasciato. Qui mi sono finalmente sentita a casa, e ho fatto tesoro di tutto ciò che la triennale in Fisica mi aveva permesso di imparare, utilizzandolo per dare un esame dopo l’altro e iniziare la tesi nel gennaio 2022.

Tra aprile e luglio 2022 ho vissuto tre mesi in Francia, a Parigi, per lavorare alla parte teorica della mia tesi di ricerca, sull’ammasso globulare Terzan 5 della nostra Via Lattea, dopo tre mesi di riduzione e analisi dati del telescopio spaziale Hubble a Padova presso il gruppo di ricerca del mio relatore. A ottobre 2022 sono stata proclamata dottoressa in Astrofisica con il massimo dei voti. Un traguardo che, come ho scritto nella mia tesi di laurea, ho dedicato alla piccola me, che nonostante tutto, si è sempre rialzata nonostante le cadute, non si è mai arresa e non ha mai smesso di sognare, mentre contava le stelle.

Vi auguro con tutto il cuore di poter arrivare a dire lo stesso, e di dare una possibilità al vostro sogno di vivere di scienza. Non siete sol*!

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