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Ilaria Sanna

Ilaria Sanna

La definizione di ingegnere non esiste

Ciao a tutti/e! Sono Ilaria Sanna, ho 20 anni e attualmente frequento il terzo anno di Ingegneria Aerospaziale al Politecnico di Milano. Oltre allo studio, mi piace dedicarmi a tante attività diverse, ed è proprio questo aspetto della mia personalità che rende la mia vita molto dinamica (e poco “lineare”, come avrete modo di capire nelle prossime righe!) 

Prima di iscrivermi a ingegneria, ho frequentato un Liceo Linguistico Quadriennale a Bologna, dove ho vissuto tutta la mia vita. Durante il terzo anno di liceo ho iniziato a nutrire una profonda curiosità per le materie scientifiche e l’istinto mi ha portata ad iscrivermi al mio attuale corso di laurea. Da qui sono iniziate le sfide, ho affrontato tanti cambiamenti, dubbi ed insicurezze, ma allo stesso tempo ho avuto modo di vivere esperienze indimenticabili e di gioire per grandi soddisfazioni.

Appena trasferitami a Milano ero da sola, catapultata in un’altra città, avevo 17 anni ed ero perfettamente consapevole di ritrovarmi a studiare materie di cui avevo una conoscenza minima, ovvero la matematica e la fisica. Tuttavia, il mio entusiasmo era fortissimo, non vedevo l’ora di mettermi in gioco.

Man mano che andavo avanti, ho iniziato a confrontarmi con gli altri e, soprattutto, ad esaltare le loro capacità mentre sminuivo le mie. Mi sentivo fuori posto, perché pensavo che il mio tipo di personalità, sempre in cerca di esperienze nuove e creative, non fosse compatibile con la razionalità che l’ingegneria mi stava insegnando. La mia mente mi diceva di non essere all’altezza, che per prendere voti alti e avere successo mi sarei dovuta dedicare  solo ed esclusivamente a quello, senza distrazioni.

Nonostante ciò, dopo tante riflessioni, pensieri e domande rivolte a me stessa, ho capito questo: limitarsi ad essere “una cosa soltanto” ci imprigiona in una versione statica di noi stessi, obbligandoci a rinunciare alle nostre altre mille sfumature. Siamo esseri umani, creature così complesse che sarebbe un peccato sprecare le nostre innumerevoli potenzialità. 

Da allora colgo ogni opportunità per coltivare i miei interessi e ampliare le mie conoscenze. Da oltre un anno faccio parte di Skyward, un’associazione studentesca che progetta e lancia razzi-sonda in una competizione europea. Sono anche content creator: condivido la mia esperienza universitaria su Instagram e YouTube per ispirare gli altri a credere in sé stessi e affrontare il proprio percorso con determinazione. Ho partecipato a un concorso di bellezza, faccio volontariato, pratico kickboxing e da poco contribuisco alla meravigliosa community di Generazione STEM. Di certo, non mi annoio!

Ho imparato dunque ad accettarmi, ad alimentare le mie passioni e a concentrarmi su me stessa, soprattutto in università. Ho acquisito sicurezza e consapevolezza di chi sono e delle mie capacità, studiando per IMPARARE e non per ottenere una valutazione che varia in funzione di troppi fattori esterni.

Non è necessario essere “abbastanza intelligenti” o sapere già cosa si vuole fare nella vita, anzi, a 20 anni è quasi impossibile essere al 100% sicuri di come si svilupperà la propria carriera, soprattutto al giorno d’oggi. 

Dunque, vorrei che ognuno di voi, là fuori, si liberi dalle proprie insicurezze e dalle proprie paure: buttatevi, abbattete il muro dell’incertezza e fate quotidianamente ciò che l’istinto vi porta a fare, solo così riuscirete a capire davvero chi siete e qual è il vostro scopo. Nulla “richiede troppo tempo” o “è troppo difficile” se si vuole davvero.

Le STEM mi hanno insegnato che la curiosità è il motore del progresso, che ogni problema nasconde una soluzione creativa e che la conoscenza non ha confini. Non a caso Einstein disse: “Tutti sanno che una cosa è impossibile. Poi arriva uno che non lo sa e la fa”.

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