Ilaria Fanelli
La mia storia da matematica e insegnante inizia dalla scuola elementare. Fin da piccola amavo i problemi matematici e scrivevo su una piccola agendina il registro di una classe con nomi di bambini e bambine immaginari: giocavo a fare la professoressa.
Arrivata in terza media non ho avuto dubbi sulla scuola da scegliere: il liceo scientifico. C’erano 5 ore di matematica alla settimana e ricordo che il giorno prima di fare la verifica della mia amata disciplina ero felicissima perché ero in qualche modo legittimata a concentrare la mia attenzione su quella materia.
Arrivata in quinta liceo ho ragionato parecchio sulla scelta universitaria. Era importante optare per qualcosa che mi piaceva studiare ma allo stesso tempo che mi avrebbe portata ad avere un lavoro che mi sarebbe potuto piacere. Una delle poche cose certe che sentivo era il desiderio di voler lavorare a contatto con le persone. Ho unito le due esigenze: mi sono iscritta alla facoltà di matematica con il desiderio di fare l’insegnante.
Nella scelta mi ha aiutato moltissimo il sito “Mestieri dei matematici” in quanto mi ha aperto gli occhi sulle possibilità lavorative dei laureati in matematica: ho pensato che, se fossi arrivata alla fine dell’università e non avessi più voluto intraprendere la strada dell’insegnante, avrei avuto comunque tante altre alternative nel mondo del lavoro.
Mi sono così laureata alla triennale di matematica e poi alla magistrale con specializzazione in “Teaching and Scientific Communications” all’Università degli Studi di Trento: cinque anni davvero faticosi e non privi di difficoltà ma allo stesso tempo stupendi.
Ricordo ancora il primo giorno all’Università, un mix di entusiasmo e paure che mi hanno accompagnata durante tutto il percorso e forse mi hanno permesso di finire quella che all’inizio mi era sembrata un’impresa impossibile. E no, la facoltà di matematica non è per “geni” ma per i ragazzi e le ragazze che amano la matematica e hanno la grinta per andare avanti, nonostante le difficoltà che possono capitare, regola che credo valga per qualsiasi progetto si voglia intraprendere.
Ora insegno matematica e fisica in un liceo scientifico e pur essendo un lavoro complesso lo trovo entusiasmante: ho lo stimolo di formarmi continuamente e di creare delle lezioni interessanti, ho la possibilità di confrontarmi con ragazzi e ragazze di altre generazioni e ho la fortuna di veder crescere i miei allievi.
A questo lavoro si è aggiunto un altro progetto: curo IlariaF Math, un canale Youtube e una pagina Instagram dedicati alla didattica e alla divulgazione della matematica.
Lavorare sia nell’ambito della didattica che della divulgazione mi permette di arricchire le lezioni scolastiche aggiungendo le curiosità scoperte nella preparazione dei video divulgativi, pensati a loro volta per poter essere utili a studenti, insegnanti o, perché no, curiosi!
Se provo ad unire i “puntini del mio passato” come suggeriva il grande Steve Jobs al discorso della Stanford University, direi che doveva andare proprio così!