Greta de Marco
Mi chiamo Greta De Marco e lavoro presso l’ESA (Agenzia Spaziale Europea) e mentirei se dicessi che questo era il mio sogno fin da piccola, ma questo a volte e’ il bello della vita, quando la realtà riesce a superare i sogni.
Da bambina sono sempre stata affascinata dall’universo, ma volevo fare tutt’altro da grande: magari la stilista o la scrittrice, nulla che fosse STEM.
Ho iniziato il liceo scientifico nel peggiore dei modi, con una bocciatura al primo anno, ma proprio questo mi ha motivata a dare il massimo a scuola negli anni a venire: io sono convinta che senza questa caduta non sarei la persona che sono oggi. Sono sempre stata convinta di avere un’intelligenza nella media, e proprio per questo mi sono sempre impegnata al massimo per riuscire ad avere voti alti. Quando e’ arrivato il momento di scegliere l’universita’ ormai il liceo mi aveva gia’ plasmata verso materie STEM: le possibili scelte erano matematica, astrofisica ed ingegneria meccanica.
Una cosa di cui tutt’ora mi pento e’ di aver scartato astrofisica: al momento di scegliere troppe persone mi avevano detto che facendo fisica non avrei avuto molte speranze lavorative, ed allora non potevo sapere che si sbagliavano tutti e che fisica offre moltissimi sbocchi lavorativi. Mi pento di non aver fatto ricerche più approfondite e di essermi fidata degli ‘adulti’. Nel frattempo, avevo passato il test d’ingresso per ingegneria meccanica e mi e’ sembrato naturale iniziare li’.
Già dal primo semestre però mi resi conto che quella non era la mia strada e, dopo soli 4 mesi, cambiai facolta’ ed iniziai ingegneria Aerospaziale.
Quasi scelta per caso, pensando che fosse un buon ripiego al mio desiderio mancato di studiare astrofisica, ben presto mi resi conto che le due facoltà erano molto differenti, ma che l’ingegneria aerospaziale mi piaceva. Quando dovetti decidere che corso di laurea magistrale intraprendere non avevo più dubbi sulla scelta: avrei studiato ingegneria spaziale. Durante il secondo anno di magistrale ho fatto un erasmus a Madrid e li’ sono entrata per la prima volta a contatto con l’ESA tramite una conferenza ospitata dall’universita’ in cui studiavo. Ho poi fatto domanda per un internship nella sede spagnola dell’ESA e quello fu il primo colloquio della mia vita ed ando’ malissimo. Mesi dopo ricevetti una chiamata da ESA dove mi dicevano che ero stata presa per un progetto differente. Non esitai nemmeno un istante ad accettare e lavorai per sei mesi in ESAC (Centro Spaziale Astronomico Europeo, in Spagna) dell’ESA proprio mentre scrivevo la tesi.
Dopo questa esperienza lavorai per un paio di mesi in un’azienda Italiana che costruisce satelliti, ma il mio sogno era lavorare nelle operazioni spaziali, in particolare sul design delle traiettorie dei satelliti. Il centro ESA specializzato in questo settore si trovava a Darmstadt, nella Germania centrale, nei pressi di Francoforte. Appena mi si presento’ l’occasione mi trasferii in Germania e lavorai per un’azienda privata sempre nel settore delle operazioni spaziali: sfortunatamente questa prima esperienza lavorativa fu molto stressante e frustrante per me, quindi cercai di fare domanda per lavorare su un progetto di ESA. Mi ci volle un anno di tentativi e colloqui per riuscirci, nonostante molte persone mi dicessero che era difficile, io continuai imperterrita a provare. Alla fine nel febbraio del 2021 iniziai a lavorare sui satelliti-telescopi XMM-Newton e INTEGRAL dell’ESA che osservano l’universo nelle bande X e Gamma, e di conseguenza oggetti come buchi neri, stelle di neutroni, supernovae, sistemi binari, etc. In questi 3 anni in ESA ho lavorato su progetti innovativi e stimolanti e non potrei essere piu’ soddisfatta.