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Silvia Ilacqua

Silvia Ilacqua

Come ho reso la mia laurea in Geologia un mestiere TECH!

Ciao amic* di GenSTEM,

oggi voglio condividere con voi come attraverso una laurea in Scienze Geologiche sono riuscita a sviluppare il mio lavoro nel mondo Tecnologico e Digitale. 

Negli ultimi anni purtroppo i corsi di laurea in Scienze della Terra hanno riscontrato un calo di iscritti e di interesse in tutto il mondo, una crisi frutto sicuramente di una forte competitività con altre scienze ma anche dovuta alla negligenza e allo scarso interesse della classe politica. 

Nonostante i dati di iscrizione ai corsi di laurea parlino chiaro, la realtà dei fatti in ambito lavorativo racconta una realtà un po’ diversa. La sfida energetica, la fame crescente di risorse minerarie e terre rare, gli scenari attuali e futuri del cambiamento climatico richiedono sempre più geologi. 

Geologi che usano martello e bussola ma anche geologi, come me, che usano il mouse e la tastiera del laptop. 

La geologia moderna, infatti, si avvale di modelli matematici, supercomputer e tecnologie di monitoraggio che servono a comprendere i meccanismi del clima e del pianeta con l’obiettivo di fare previsioni più accurate, andando oltre l’osservazione diretta sul campo. Solo così è possibile interpretare dati complessi come quelli provenienti dalla paleo-climatologia, dall’Earth Observation, dalla geofisica e molto altro. 

Eppure, qualcuno potrebbe dirmi: “ma come Silvia tu vivi tra mare e campagna, ami la natura e gli animali, come fai a rendere il mestiere del geologo così tech?”

Credo fortemente che le macchine e la ricerca tecnologica siano parte integrante del pensare umano. Qualcosa che incredibilmente fa parte di noi, della nostra continua ricerca di andare oltre. Questo concetto mi ha fatto ripensare il mio modo di vivere la tecnologia, non più quindi come qualcosa di distante da me o tra cui scegliere o rifiutare, bensì un ambito da abbracciare e la cui coesistenza può aiutarci a prendere scelte più consapevoli soprattutto davanti alla crescente richiesta di risorse a livello globale.

Dopo gli studi magistrali, infatti, ho iniziato a guardarmi intorno e attraverso alcune esperienze di ricerca mi sono resa conto che l’ambito del Remote Sensing, dei dati geospaziali e dell’Earth Observation era qualcosa che mi affascinava moltissimo. Riuscivo a passare anche lunghe ore la notte per approfondire questo settore e adoravo “manipolare” dati ambientali, geologici e climatici di qualsiasi parte del mondo pur rimanendo seduta alla scrivania della mia stanza. Da lì mi sono resa conto che quello sarebbe stato il modo più incisivo e appassionante per me di fare la differenza nel contribuire ad una maggiore comprensione delle dinamiche del nostro pianeta, a scala locale o globale. Continuo a fare la geologa classica, soprattutto nel fine settimana quando la domenica mi dedico alle mie escursioni dove il mio immancabile martello da geologa mi accompagna sempre, ma il lunedì torno carica davanti al mio laptop pronta a migliorare quei dati che ho visto sul campo e per cui, attraverso il mouse, posso renderli più comprensibili per tutti.

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